Sequestro di dati informatici ( Cassazione Penale Sez. VI, sent, n. 34265 del 22 settembre 2020)

I dati informatici sono particolari, in quanto a forte rischio alterazione e, soprattutto, potenziale fonte di moltissime informazioni anche super sensibili della persona. La Cassazione, per garantire la non alterazione in presenza di sequestro disposto dal PM e la pertinenza rispetto al reato, ha stabilito che va fatto un duplicato informatico integrale dell’hard disk , garantendone la non modificabilità ( non serve il supporto originario- es. pc. tablet, cellualre, etc- poiché ciò che serve è il dato. Ragion per cui una volta fatta tale copia, il supporto originario va restituito al proprietario).

Inoltre, il Pubblico Ministero: non può trattenere la suddetta copia integrale dei dati appresi se non per il tempo strettamente necessario alla loro selezione; è tenuto a predisporre una adeguata organizzazione per compiere la selezione in questione nel tempo più breve possibile, soprattutto nel caso in cui i dati siano stati sequestrati a persone estranee al reato per cui si procede; compiute le operazioni di selezione, la c.d. copia – integrale deve essere restituita agli aventi diritto. Difatti tale copia, piena di tutte le informazioni pertinenti (e non )al reato, deve essere il mezzo e non il fine dell’ accertamento del reato, il quale si deve basare solo su quanto necessario. Evidentemente si vuole evitare che le informazioni “estranee” siano trattenute per cercare nuovi reati.

Scarica la sentenza in pdf nel link sottostante

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