Vendita di prodotti da fumo mediante patentino, pendenze fiscali e autodichiarazione (TAR Molise, sent. n.478 del 2019)

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La vendita di tabacchi è regolata dal D.M. n. 38 del 2013 (Regolamento recante la disciplina della distribuzione e vendita dei prodotti da fumo), ed è consentita mediante rivendite e  patentini. Grazie ai patentini, sono legittimati a vendere al pubblico tabacchi lavorati anche bar, con elevato flusso di pubblico, stabilimenti balneari, alberghi, sale bingo, agenzie di scommesse,  etc, aventi come attività principale la somministrazione di beni e servizi differenti dal fumo.

Tra i requisiti che deve possedere l’esercente che chiede il patentino in esame( o il rinnovo dello stesso) vi è “l’assenza di eventuali pendenze fiscali e/o di morosità verso l’erario o verso l’Agente di riscossione definitivamente accertate o risultanti da sentenze non impugnabili” ( art. 7 D.M. n. 38 del 2013).

Nel caso di richiesta di rinnovo del patentino(da inviare all’ Agenzia per le Dogane e i Monopoli) alla domanda va allegata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ( autocertificazione), mendiate la quale dichiarare, unitamente ad altri elementi, l’eventuale sussistenza di tali pendenze fiscali o morosità  (art. 8 D.M. n. 38 del 2013)

Cosa succede qualora l’esercente ometta di dichiarare la sussistenza delle pendenze fiscali al momento della domanda di rinnovo del patentino tabacchi? Al di là delle possibili conseguenze penali ( reato di falso), da un punto di vista amministrativo “qualora emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera” ( art. 75 DPR n. 445 del 2000) 

In pratica colui che richiede il rinnovo del patentino per la vendita di prodotti da fumo, a causa dell’omessa indicazione della sussistenza di pendenze fiscali, non può beneficiare dell’utilità che conseguirebbe alla dichiarazione, non potendo egli raggiungere lo scopo ( con conseguente rigetto e archiviazione della domanda)

E’ possibile che tale sanzione, tale effetto , sia automatico, ovvero basato sulla semplice omissione/ errore nella dichiarazione, a prescindere da dolo o colpa e senza che l’amministrazione debba valutare in concreto se sussistano realmente le pendenze fiscali o le morosità?

In effetti, per una parte della giurisprudenza amministrativa, la risposta è affermativa, per varie ragioni, tra cui il principio di autoresponsabilità del dichiarante e le  esigenze di semplificazione dell’azione amministrativa che ispirano la normativa ( Consiglio di Stato, Sezione V, n. 1933/2013; Consiglio di Stato, Sezione V, 27 aprile 2012, n. 2447).

In questa pronuncia il TAR Molise, di converso, abbraccia una lettura più aderente alla Costituzione delle disposizioni in materia di autocertificazione: “conformemente al più recente orientamento della giurisprudenza amministrativa, infatti, teso a considerare il contenuto effettivo dell’attestazione in presenza di vizi meramente formali (Cons. Stato sez. V, 17 gennaio 2018 n. 257 e 23 gennaio 2018, n. 418), quel che si ritiene di dover valorizzare sono le peculiari circostanze di volta in volta emerse nel caso concreto, alla luce delle quali poter valutare, nella specie, se si tratti di una vera e propria falsità o, piuttosto, di una mera irregolarità nella dichiarazione resa alla P.a”

Dunque  l’applicazione del grave effetto di cui all’ art. 75 del DPR n. 445 del 2000, non può prescindere da un accertamento concreto da parte dell’ Agenzia per le Dogane e i Monopoli circa l’effettiva sussistenza di una pendenza fiscale. Pendenza fiscale nel caso in esame  assente, visto che si trattava di soli  238,74 euro di canoni RAI arretrati, non dichiarati in autocertificazione e tra l’altro pagati successivamente. Una soglia di debito talmente bassa, da essere inidonea  a superare la soglia minima di rilevanza fiscale prevista nel nostro ordinamento. (TAR Potenza, 7 gennaio 2019, n. 31). Ne è conseguito, da parte dei giudici del TAR Molise, l’annullamento del provvedimento di rigetto del rinnovo patentino per la vendita di prodotti da fumo.

D’altronde anche l’azione amministrativa deve essere ragionevole e proporzionata, risultato difficilmente raggiungibile in presenza di automatismi sanzionatori, basati su mere irregolarità formali senza un controllo sostanziale sulla veridicità, o meno, delle dichiarazioni.

Scarica la sentenza cliccando sul link sottostante: ⇓⇓

Tar Molise, sent, n. 478 del 2019

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