Il giudicato riflesso: si può estendere una decisione a chi non ha partecipato al processo?Recente pronuncia della Cassazione ( n. 18325 del 2019) in materia di circolazione stradale.

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La Suprema Corte ritorna sul tema del c.d giudicato riflesso o efficacia riflessa del giudicato,  che si ha quando il giudicato intercorso tra due soggetti si estende e ” vale” anche per un terzo soggetto che non ha partecipato al primo giudizio.  Il presupposto per l’operare di tale estensione, è il  nesso di pregiudizialità- dipendenza che lega la situazione del terzo con quella delle parti del giudizio principale ( l’effetto giuridico di una fattispecie rileva come come elemento costitutivo modificativo o estintivo di altra fattispecie). Ad esempio,  se un giudizio ha ad oggetto lo scioglimento di un contratto di locazione tra locatore e conduttore, il giudicato si estende anche al subconduttore che non ha partecipato al giudizio ( sempre che non sia chiamato dal giudice ai sensi dell’art. 107 c.p.c, nel qual caso non si tratta di estensione), per evidenti ragioni di pregiudizialità- dipendenza  ( il subconduttore ha una posizione non azionabile autonomamente, ma dipendente ).

Estendere gli effetti di un giudicato al terzo,pone qualche problema con alcune norme costituzionali, in particolare con l’art. 24 Cost ( diritto di difesa) e con l’art. 111 Cost., in relazione al contraddittorio. Le ragioni sono evidenti.  Se un terzo si vede estendere gli effetti di una decisione di un giudice senza aver partecipato al processo, come può dirsi che si sia potuto difendere con parità di armi?

Recentissimamente la Cassazione si è occupata degli effetti riflessi del giudicato in ambito di risarcimento danni da circolazione stradale. Nel dettaglio il danneggiato aveva ottenuto la condanna al risarcimento dei danni nei confronti del danneggiante ( si trattava di giudicato civile- sul risarcimento-. in sede penale) e chiedeva l’estensione del giudicato contro l’assicurazione estranea al giudizio.  Può farlo? Chiaramente la questione non concerne il caso di azione diretta del danneggiato nei confronti dell’assicurazione , poiché in tal caso scatta il litisconsorzio necessario e la necessaria presenza anche del danneggiante( dunque nessun problema di estensione del giudicato a terzi, perché nessuno è terzo al giudizio, essendo tutti e tre parti ) ma l’ipotesi di azione nei confronti del danneggiante senza chiamata in causa dell’assicurazione ( o con esplicita domanda di regresso o senza domanda di garanzia,  con la sola finalità  di far partecipare l’assicurazione al giudizio per estendergli  la sentenza).

Per la tesi più recente e tendenzialmente maggioritaria, la risposta è affermativa, con la conseguenza che la sentenza di condanna al risarcimento contro il responsabile del sinistro stradale ( danneggiante) fa stato nei confronti dell’ assicurazione che non ha partecipato al giudizio.

La Cassazione nella pronuncia in esame abbraccia l’orientamento minoritario e nega l’effetto riflesso del giudicato di condanna del danneggiante,  il quale non potrà fare stato nei confronti dell’assicurazione citata in giudizio dal danneggiato,  ma varrà solo come prova documentale.

 Il primo argomento alla base della motivazione, è dato dalla natura solidale dell’obbligazione risarcitoria tra assicurato e danneggiante( solidarietà atipica, visto che il danneggiante risponde di tutti i danni,  mentre l’assicuratore solo nei limiti del massimale). Se di solidarietà passiva si tratta, la regola codicistica è chiara nel negare che il giudicato tra il creditore e un debitore solidale si estenda automaticamente al debitore solidale estraneo al giudizio ( 1306 c.c.).

In secondo luogo, diversamente opinando, verrebbero frustrate le regole processuali della chiamata in causa del terzo per garanzia – art. 106 c.p.c.- ( perché prevederle se tanto il giudicato si estende autonomamente), oltre a quelle del litisconsorzio necessario processuale ( necessità di notificare l’appello a tutti i soggetti per evitare conflitto tra giudicati) che presuppone l’assenza di estensione automatica e riflessa degli effetti del giudicato. 

In ultimo, ma non per importanza, si collocano le ragioni di ordine costituzionale esposte, che rendono non più sostenibile la teoria del giudicato riflesso nei confronti del terzo titolare del rapporto dipendente.

 

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