Decreto sblocca cantieri e affidamento di lavori sottosoglia.

Costruzioni-sblocca-cantieri

Il Decreto c.d. Sblocca Cantieri (D.L. 32 del 18 aprile 2019) , convertito con L. n. 55 del 14 giugno 2019 , entrata in vigore il 18 giugno 2019, ha modificato l’art. 36 del Codice appalti, relativo agli affidamenti di lavori sottosoglia comunitaria.

Per gli appalti di valore  inferiore  o pari a 39.999,99 euro,  nulla è cambiato,  essendo sempre possibile procedere all’affidamento diretto puro,  senza ulteriori formalità.

Per gli appalti di valore pari o  superiore a 40.000 euro ed inferiore a 150.000 euro, è ora possibile l’affidamento diretto ( in realtà già previsto dalla legge di Bilancio per il solo anno 2019), accompagnato dalla  necessità di ” valutare” tre preventivi ove esistenti ( per gli appalti di lavori) e 5 operatori almeno per gli appalti di servizi e forniture. Non si tratta, dunque, di affidamento diretto puro, almeno per i servizi e le forniture, visto che  i 5 operatori vanno individuati o attraverso indagini di mercato oppure mediante un elenco predisposto dalla stazione appaltante di operatori economici scelti a rotazione. Probabilmente anche negli appalti di lavori la scelta dei preventivi dovrebbe essere ispirata al principio della rotazione o delle indagini di mercato,  coerentemente con quanto richiesto dall’ ANAC nella linee guida  ( linee guida n. 4). Se così è, anche per i lavori non si tratta di affidamenti diretti puri.

Per gli affidamenti di lavori pari o superiori a 150.000 euro ed inferiori a 350.000 euro, non è possibile l’affidamento diretto accompagnato dalla ” valutazione” di preventivi od operatori, ma è necessaria la procedura negoziata vera e propria ( procedura formalizzata) , con consultazione di almeno 10 operatori economici. Emerge il richiamo all’ art. 63 del Codice appalti, che prevede la c. d procedura negoziata semplificata ( senza pubblicazione del bando di gara) . In realtà il richiamo all’art. 63  sembra atecnico, nel senso che la ratio del legislatore non è di far riferimento alla particolare procedura semplificata, ma alla negoziata in sé per sé ( sarebbe a dire: “ occhio che non è come le soglie precedenti, qui va rispettata  la concorrenza ed anche la pubblicità). D’altronde la soluzione è coerente con quella parte di giurisprudenza TAR che ritiene il ricorso alla procedura negoziata semplificata come eccezionale, con presupposti rigorosi e non passibile di interpretazione analogica ( Tar Campania; nello senso l’ANAC).

Per gli affidamenti di lavori pari o  superiori a 350.000 euro e inferiori a 1.000,000 di euro, è prevista sempre la procedura negoziata ( non semplificata, valendo le stesse considerazioni quanto al richiamo all’art. 63 del codice appalti) , accompagnata dalla consultazione di almeno 15 operatori economici.

Per gli affidamenti di lavori di valore pari o  superiore a 1.000,000 di euro  e fino alla soglia di rilevanza comunitaria , è necessaria, invece, la procedura aperta ( quella che garantisce la massima partecipazione delle imprese, senza filtri a monte, e che attua in pieno il principio della concorrenza).

 

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