Minore in territorio italiano e genitore straniero fuori, perché assente o allontanato. Cosa succede?

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L’art. 31 comma 3°, del TU immigrazione così recita : “  Il Tribunale per i minorenni, per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute del minore che si trova nel territorio italiano, può autorizzare l’ingresso o la permanenza del familiare, per un periodo di tempo determinato, anche in deroga alle altre disposizioni del presente testo unico”. 

Si tratta dell’ipotesi di minore che si trova nel territorio italiano senza il genitore straniero( perché assente o allontanato). Ci si chiede , in primis, quali siano i gravi motivi che giustifichino l’entrata e la permanenza del genitore nel territorio italiano.

Per un primo orientamento restrittivo della giurisprudenza,  ai gravi motivi corrispondono solo situazioni eccezionali, che non  possono  ravvisarsi nelle ordinarie e classiche necessità di accompagnare il processo educativo e di integrazione del minore, anche nel contesto scolastico, trattandosi di situazioni incompatibili con il carattere della temporaneità e della eccezionalità .

In pratica, stante la deroga alle disposizioni del TU immigrazione, questo filone interpretativo non ritiene sufficiente quelle che possono essere le esigenze educative del minore, sicuramente meglio realizzate con la presenza del genitore.

Per altra tesi (a mio parere più  conforme a costituzione) i gravi motivi non possono essere ricondotti solo a situazioni eccezionali o di emergenza, ma devono tener conto  dello sviluppo psico-fisico del bambino che, vista la tenera età, è  sicuramente danneggiato dalla semplice assenza del genitore, in sé ( a me pare ovvio che un minore cresca più integro con la presenza del genitore, piuttosto che con l’assenza o l’allontanamento dello stesso).

Questa tesi è stata, più o meno,  abbracciata dalla recente giurisprudenza della Cassazione, la quale ha tuttavia  precisato  che i gravi motivi alla base dell’entrata e della permanenza del genitore straniero nel territorio italiano “devono trascendere il normale e comprensibile disagio del rimpatrio suo o del suo familiare”. ( Cass.,  Sentenza n. 2647 del 2011 ). Dunque, se è vero che  le esigenze di ricongiungimento del minore con il genitore non possono solo essere eccezionali, è altrettanto vero che la necessità di garantire la sicurezza e la legalità impongono un quid pluris rispetto al semplice disagio  del minore che vive senza genitori.

Questa soluzione per cosi’ dire intermedia ( ma non troppo)  è stata confermata dalla Cassazione nel 2013.

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