Incidenti sul lavoro e responsabilità penale. Chi è il datore di lavoro responsabile?

Morti-sul-lavoroQuando il legislatore codifica un reato, può decidere di punire anche la condotta omissiva in sé, a prescindere dall’evento ( reati di pura omissione). Se ciò non avviene, affinché ci sia responsabilità per omissione, occorre la sussistenza di un obbligo giuridico di garanzia, così come previsto dall’art. 40 capoverso del Codice penale( ” non impedire un evento equivale a cagionarlo”).

Quando può dirsi sussistente l’obbligo giuridico di garanzia?

La teoria prevalente adotta un criterio sia formale che sostanziale/funzionale. E’ necessario, in primis, che una legge, o il contratto lo preveda e, in secondo luogo, che il soggetto gravato sia titolare anche di effettivi poteri per poterlo ottemperare. D’altronde come può essere responsabile per omissione una persona che non ha gli strumenti per adottare il comportamento alternativo lecito finalizzato ad evitare l’evento di reato? Sarebbe una responsabilità di posizione, non effettiva.

Anche in materia di infortuni sul lavoro, occorre individuare il datore di lavoro titolare dell’obbligo di garantire la sicurezza e salute dei lavoratori, cioè il soggetto responsabile in caso di infortuni.
Basterebbero i principi generali  poc’anzi citati per comprendere la necessità di una nozione sostanziale di datore di lavoro, non appiattita sulla mera titolarità del rapporto contrattuale, ma finalizzata a scovare chi effettivamente è in grado di evitare gli infortuni del lavoratore.

Tuttavia anche la normativa sovranazionale e nazionale in materia di sicurezza e salute dei lavoratori  conferma la nozione funzionale di datore di lavoro.

Nel dettaglio la direttiva 89/391/CEE  individua il datore di lavoro nel soggetto titolare del rapporto di lavoro, avente la responsabilità dell’impresa e/ o dello stabilimento. 

Sempre nell’ottica di una definizione funzionale, tesa ad evidenziare gli effettivi poteri,  il D.Lgs. 81/2008  definisce il datore di lavoro (privato) quale: “soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa”.

Ecco spiegata la ragione per cui la Suprema Corte, con una  recente pronuncia, ha affermato la responsabilità omissiva del legale rappresentante di un’ impresa cooperativa per il reato di lesioni personali colpose per violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, considerandolo ” funzionalmente” datore di lavoro(Cass., pen., n. 14268 del 2018).

Ancora, con una sentenza più risalente, è stata confermata la responsabilità del coordinatore dell’esecuzione dei lavori  per la morte di un marmista in cantiere scivolato durante il trasporto di una lastra di marmo, perché rientrante nella sua posizione di garanzia, pur non essendo egli formalmente il datore di lavoro(Cass.,Pen., n. 38002 del 2008).

 

 

 

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