Persona investita da conducente mentre attraversa. La Cassazione conferma il 60% di colpa del pedone.

foto strisce pedonali

La responsabilità del conducente di un veicolo  per l’investimento di un pedone , è regolata dall’art. 2054, comma 1 , del Codice civile, che cosi’ recita : ” Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno 

Si tratta di  responsabilità extracontrattuale, che si ha quando tra i soggetti non vi è alcun rapporto contrattuale, né un contatto sociale che giustifichi un legame contrattuale ( si tratta di soggetti estranei).

Ai sensi dell’art. 2043 c.c.( norma generale sulla responsabilità extracontrattuale), il criterio di imputazione è quello della colpa, che deve essere provata dal danneggiato che domanda il risarcimento, unitamente al danno.

Tuttavia nulla impedisce al legislatore, in alcuni casi, di prevedere diversi criteri di imputazione, come  presunzioni di colpa dell’autore dell’illecito o, addirittura, la responsabilità oggettiva dello stesso, a prescindere dalla colpa.

Nel caso della responsabilità del conducente, la legge ha optato per la presunzione di colpa.

Ciò non toglie che possa configurarsi anche un concorso di colpa del pedone, visto che l’art. 1227., primo comma, codice civile,  permette la riduzione della quota di responsabilità del conducente qualora vi sia fatto colposo del danneggiato che ha concorso a cagionare il danno.

Fino a che punto può spingersi tale concorso di colpa?

In una recentissima pronuncia la Corte di Cassazione, confermando la sentenza resa in appello, ha attribuito al pedone investito la responsabilità in misura del 60%!

Nel dettaglio, quando il giudice deve accertare la responsabilità del conducente adotta il seguente iter logico:

In primis presuppone la colpa del conducente al 100% ( ex art. 2054 c.c.).

In secondo luogo, man mano che si scoprono circostanze da cui emerge la colpa concreta del pedone, si riduce la percentuale di colpa del conducente.

Ai sensi dell’art. 190, n.5 del Codice della Strada, il pedone che attraversa la carreggiata fuori dalle strisce pedonali deve dare la precedenza ai veicoli. L’omissione di tale condotta è costantemente considerata dalla giurisprudenza come fattore di concorso di colpa.

Nel  caso sottoposto all’attenzione dei giudici,  una signora è stata investita dopo aver attraversato in pieno centro cittadino ed in zona con segnaletica orizzontale e verticale segnalante “pericolo”, appena 100 m dalle strisce pedonali. 

La Cassazione ha confermato il concorso di colpa e la percentuale di colpa del pedone del 60 %, avendo la Corte di Appello correttamente motivato la decisione, senza omettere l’esame di fatti decisivi per il giudizio ( art. 360, co, 5). A parere della Suprema Corte, il giudice  non ha fatto altro che procedere al riparto delle rispettive percentuali di colpa, aderendo sostanzialmente alle conclusioni peritali delle indagini tecniche svolte, spiegando un corretto impianto logico e argomentativo .

I  fatti omessi e vizianti la motivazione erano, secondo i ricorrenti,  i doveri di condotta stradale del conducente che, ove ottemperati, avrebbero, sempre secondo gli stessi, evitato l’investimento . Tale omessa valutazione da parte della Corte di merito avrebbe causato la  prevalente responsabilità del pedone.

(Cassazione Civile,  ordinanza n. 2241 del 28 gennaio 2019)

 

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