Lo scudetto assegnato nel 2005/2006 rimane all’Inter ( Cass. Sezioni Unite del 2018 n. 32358)

calciopoli

Si dà atto di una recentissima pronuncia della Cassazione ( Sezioni Unite) con cui la Suprema Corte ha disatteso le ragioni della società Juventus.

Prima di  esporre le conclusioni della sentenza,  giova analizzare brevemente i fatti.

Nella stagione 2005/2006 la Juventus Football Club S.p.A. e l’A.C. Milan subirono sanzioni disciplinari per illeciti sportivi ( rispettivamente  la retrocessione nel campionato cadetto e  una pesante penalizzazione).

Trattandosi delle squadre giunte prima e seconda in classifica nel campionato di serie A, il titolo di campione d’Italia fu assegnato alla F.C. Internazionale Milano S.p.A ( Inter) , giunta terza in graduatoria ( per decisione del Commissario straordinario della F.I.G.C.).

Tuttavia, anni dopo, anche a carico dei vertici dell’Inter emersero alcune situazioni disciplinari, poi archiviate dalla Procura federale per intervenuta prescrizione.

La Juventus  fece istanza alla F.I.G.C di riesaminare, alla luce dei nuovi fatti, il provvedimento di assegnazione dello scudetto all’Inter e di eliminarlo in autotutela( lasciando vacante il titolo assegnato). La F.I.G.C. disattese la richiesta in esame.

Quindi la Juventus si rivolse  al T.N.A.S. ( Tribunale di arbitrato per lo sport) chiedendo, tra le altre cose, la revoca del provvedimento di assegnazione e il risarcimento dei danni derivati.

il collegio arbitrale si dichiarò incompetente per tutte le questioni, poiché, a detta degli arbitri,  si trattava di situazioni giuridiche ( diritto soggettivo o interesse legittimo) di competenza dell’ordinamento nazionale e non di quello sportivo.

Di conseguenza la Juventus adì la Corte di Appello di Roma, impugnando il lodo arbitrale per nullità e  chiedendo la revoca dello scudetto assegnato all’Inter , qualificandolo come “non assegnato”, oppure di rimettere tale ultima questione agli organi sportivi competenti.

Nondimeno  la Corte di Appello dichiarò il difetto assoluto di giurisdizione, sul presupposto che le questioni inerenti l’assegnazione del titolo, l’applicazione dei regolamenti calcistici e la revoca dei provvedimenti riconducibili alla federazione, sono di competenza dell’ordimento sportivo. Restano al giudice ordinario solo solo le vertenze patrimoniali tra società, atleti e tesserati.

A seguito della pronuncia di rigetto in rito della Corte di Appello, la Juventus ricorre in Cassazione ( la quale è giudice della giurisdizione) ,lamentando il diniego di giurisdizione ( in pratica nessuno si è occupato della tutela delle situazioni giuridiche della società)  e chiedendo di dichiarare la sussistenza  della giurisdizione della Corte di Appello di Roma( prima negata)  o del TAR Lazio.

Nel dettaglio la Juventus domandava la giurisdizione del giudice statale ( ordinario o amministrativo), trattandosi di situazioni di diritto soggettivo o di interesse legittimo e non di interessi di mero fatto.

Nello specifico, chiedere la revoca dell’assegnazione dello scudetto non significherebbe controvertere su questioni sanzionatorie( di competenza del giudice sportivo) ma lamentare il mancato esercizio del potere di autotutela.

Da qui  l’esistenza di un interesse legittimo pretensivo ad ottenere la revoca dell’assegnazione dello scudetto all’ Inter e  la conseguente giurisdizione del TAR, in sede esclusiva, ai sensi dell’art. 133, lett. z, del codice del processo amministrativo( che assegna al TAR le controversie sugli atti del CONI e delle Federazioni non date alla giustizia sportiva e, nello specifico, al TAR Lazio per competenza funzionale inderogabile( art. 135, lett. g ,c.p.a).

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, rigetta il ricorso della  Juventus, sul presupposto che la questione della revoca ( ed anche dell’assegnazione) dello scudetto è irrilevante per l’ordinamento statale, rientrando nella giurisdizione del giudice sportivo e della giustizia sportiva( poiché consegue all’applicazione di regole tecniche e disciplinari).

Né si può lamentare una violazione del diritto sovranazionale( art. 6 CEDU)  in quanto il diritto di accesso al giudice è rispettato anche in presenza di arbitrato, purché il rimedio di giustizia sia effettivo e non illusorio.

Il titolo di campione d’ italia 2005/2006, rimane, dunque, all’Inter.

 

 

 

 

 

 

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