OBBLIGO DI PREVENTIVO SCRITTO E CONSEGUENZE SUL CONTRATTO TRA AVVOCATO E CLIENTE.

preventivoL’art. 1, comma 141, lett. d), della legge n. 124/2017 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) ha modificato l’art. 13, comma 5 della legge n. 247/2012 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense), introducendo – a partire dal 29 agosto 2017 – l’obbligo, per l’avvocato, di“comunicare in forma scritta a colui che conferisce l’incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione,distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale”
La comunicazione in forma scritta della prevedibile misura dei costi della prestazione a favore del cliente era già prevista dal testo originario della legge, ma subordinatamente ad una richiesta in tal senso.

L’avvocato è tenuto a un duplice obbligo informativo.Il primo  obbligo è diretto a informare il cliente circa la complessità della causa  o dell’attività stragiudiziale ( è esente la consulenza resa oralmente al momento della richiesta), il quale  può essere ottemperato anche oralmente.Il secondo obbligo consiste nell’informare  il cliente su oneri(  es. contributo unificato), spese ( notifiche, trasferte, copie) e compenso determinato secondo i criteri  dati dall’art. 13, co 3 , LP.  Quest’obbligo va assolto per iscritto ( preventivo).

Chiaramente,  essendo il compenso dell’avvocato per definizione oscillante e dipendente da  fattori non sempre prevedibili e indipendenti dalla volontà del professionista( come l’intervento di terzi o un giudizio cautelare), è impossibile preventivare la spesa con certezza( anche per l’attività stragiudiziale). Ragion per cui occorre avvertire il cliente che ci potranno in futuro essere aumenti di spesa o del compenso, a cui conseguirà tempestiva informazione e subordinazione al consenso dello stesso. E che in assenza del consenso del cliente ci potranno essere effetti negativi sul giudizio.

In caso di violazione dell’obbligo di preventivo scritto, il contratto tra cliente ed avvocato ( cioè il contratto d’opera professionale) rimane comunque valido, non essendo colpito da nullita’.

L’obbligo di preventivo scritto (assicurando la trasparenza ) rientra negli obblighi comportamentali di correttezza e buona fede che, se violati, non possono comportare l’ invalidità dell’ accordo( stante il binomio regole di validità – regola di comportamento, accolto oramai dalla giurisprudenza di legittimità).

In assenza di preventivo scritto sul compenso o comunque di mancato accordo sullo stesso, si applicano per determinarlo i parametri  indicati con Decreto del Ministro della Giustizia ogni due anni, su proposta del CNF , come previsto all’ art. 13, comma 6,  l. 2012 n. 247 ( Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense)

 

 

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