CASO GOOGLE: LA CASSAZIONE ASSOLVE I MANAGER

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RECENTEMENTE LA SUPREMA CORTE (CASS. PEN. SEZ. III, 2013, 17 DICEMBRE)  HA RIGETTATO IL RICORSO PROPOSTO DAL TRIBUNALE DI MILANO, ASSOLVENDO I MANAGER DI GOOGLE PER L’ILLECITO TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI( ART. 167 CODICE DELLA PRIVACY).

IL CASO RIGUARDAVA LA PUBBLICAZIONE DI UN FILMATO SULL’HOST GOOGLE VIDEO DA PARTE DI UTENTI( UPLOADER), DAL CONTENUTO SPICCATAMENTE DIFFAMATORIO, POICHE’ RITRAENTE UN DISABILE UMILIATO DA ALCUNI COMPAGNI ALL’INTERNO DI UN EDIFICIO SCOLASTICO.

LA PROCURA IPOTIZZAVA IL REATO DI DIFFAMAZIONE( IN CONCORSO CON GLI UTENTI) PER L’HOST PROVIDER( GESTORE), OLTRE CHE IL REATO DI TRATTAMENTO ILLECITO DEI DATI PERSONALI( ART. 167 CODICE DELLA PRIVACY).

DOPO LE DOGLIANZE DAVANTI AI GIUDICI DI MERITO( ASSOLUZIONE PER IL REATO DI DIFFAMAZIONE IN PRIMO GRADO; ASSOLUZIONE PER ENTRAMBI I REATI IN GRADO DI APPELLO) FU INVESTITA LA CASSAZIONE RELATIVAMENTE ALL’IPOTESI DI TRATTAMENTO ILLECITO DEI DATI PERSONALI.

LA CORTE HA AFFERMATO CHE  DI TRATTAMENTO ILLECITO, PUO’ RISPONDERE SOLO IL “TITOLARE DEL TRATTAMENTO”. COSTUI NON E’  TANTO IL SOGGETTO CHE HA LA DISPONIBILITA’ MATERIALE DEI DATI, QUANTO QUELLO CHE HA POTERE DECISIONALE SUGLI STESSI(  OVVERO CHE DECIDA  LE MODALITA’, I MEZZI, GLI SCOPI DELLA DIFFUSIONE).

IL PROVIDER, CHE SIA SERVICE O HOST PROVIDER( QUANDO OFFRE AGLI UTENTI LA MEMORIZZAZIONE DURATURA DELLE INFORMAZIONI) NON E’ TITOLARE DEL TRATTAMENTO, FINTANTO CHE NON SIA A CONOSCENZA DEL MATERIALE. DA TALE MOMENTO E’ RESPONSABILE  SOLO SE  NON RIMUOVE  IL VIDEO  SU SEGNALAZIONE DELL’AUTORITA’.( IN CONFORMITA’ ALLE LIMITAZIONI DI RESPONSABILITA’  EX D.LGS. DEL 2003, N.70)

SI BADI BENE, “DELL’AUTORITA’”, E NON DI UN ALTRO UTENTE. EVIDENTEMENTE SI VUOLE EVITARE CHE IL PROVIDER DIVENTI TITOLARE DI UNA SORTA DI DIRITTO DI CENSURA, ESERCITABILE OGNI QUAL VOLTA CHIUNQUE SEGNALI UN CONTENUTO DIFFAMATORIO( CON VIOLAZIONE DELLA LIBERTA’ DELLA RETE)

PER TALI RAGIONI, DEL REATO DI TRATTAMENTO ILLECITO IN ESAME RISPONDONO SOLO GLI UPLOADER

RIGUARDO IL REATO DI DIFFAMAZIONE, LA QUESTIONE NON GIUNSE  IN SEDE DI LEGITTIMITA’, MA FU ESCLUSA LA RESPONSABILTA’  GIA’ IN PRIMO GRADO E IN APPELLO. IN EFFETTI,  AFFINCHE’ SI REALIZZI IL CONCORSO OMISSIVO ( DEL PROVIDER) NEL REATO COMMISSIVO( DIFFAMAZIONE FATTA DALL’UPLOADER) E’ NECESSARIO CHE  IL SOGGETTO  CHE OMETTE DI IMPEDIRE L’EVENTO ILLECITO, SIA GRAVATO DA UNA POSIZIONE DI GARANZIA( OBBLIGO GIURIDICO DI IMPEDIRE IL REATO)

EBBENE , SECONDO LA GIURISPRUDENZA IN ESAME, IL PROVIDER( RECTIUS GESTORE) NON HA UN OBBLIGO DI SORVEGLIANZA SU CIO’ CHE VIENE CARICATO DAGLI UTENTI, NE’ TANTOMENO UN OBBLIGO DI INFORMARE GLI STESSI SULLE LEGGI CHE VIETANO ALCUNI COMPORTAMENTI. 

RAGION PER CUI NON è CONFIGURABILE IN CAPO AI MANAGER UNA CONDOTTA OMISSIVA PUNIBILE.

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